Pubblicità in aumento nel web e nei motori di ricerca
01/04/2009
In aumento gli investimenti pubblicitari sul web nel 2008 e nei prossimi anni, in controtendenza rispetto alla diminuzione dei classici canali pubblicitari.
La recessione economica mondiale sta influenzando anche la pubblicità nei suoi canali classici: una stima ufficiosa relativa ai primi 2 mesi del 2009 indica una diminuzione del 40% degli investimenti pubblicitari sui giornali e del 5% in televisione.
In controtendenza sono invece gli investimenti pubblicitari su web, che anzi sono in crescita: nel 2008 gli investimenti online sono aumentati del 21,7% [fonte IAB] e le previsioni per il 2009 indicano un ulteriore aumento del 13%.
Già i risultati degli investimenti pubblicitari pubblicati da Nielsen Media Research per il periodo gennaio-agosto 2008 indicavano una perdita per i settori pubblicitari classici ed una crescita per la pubblicità in Internet:
Periodo gennaio-agosto 2008 [Fonte: Nielsen Media Research -.NielsenMedia.it]
Come risultato finale per l’anno 2008 il totale degli investimenti pubblicitari è ammontato a 8.587 milioni di euro, con una flessione del -2,8% rispetto al 2007. Il calo interessa, con diversa intensità, tutti i mezzi ad eccezione di Internet: l’analisi per mezzo di comunicazione evidenzia su tutto il 2008 un calo del -1,2% della televisione e del -7,1% della stampa, in particolare per i quotidiani a pagamento e i periodici, mentre la radio ha avuto invece una crescita del +2,3% ed Internet del +13,9%.
Secondo la ricerca annuale “Internet AD Barometer” della European Interactive Advertising Association (EIAA), Internet spicca come mezzo preferito dagli inserzionisti per ottimizzare i risultati degli investimenti pubblicitari. Ecco riassunti i risultati della ricerca:
- per l’81% degli intervistati nel 2008 la spesa destinata all’online è notevolmente cresciuta e prevede un uguale trend anche nei due anni successivi (+16% nel 2009 e +17% nel 2010)
- l’82% degli inserzionisti che dichiarano di aver aumentato gli investimenti su Internet sostiene di aver tratto risorse direttamente dai budget dedicati alla carta stampata (40%), alla TV (39%) e soprattutto al Direct Marketing (32%)
- il 73% degli interessati dichiara un incremento di utilizzo dell’on-line come un mezzo pubblicitario
- il 31% dichiara in diminuzione il proprio utilizzo del medium televisivo
- il 40% afferma lo stesso per quanto riguarda l’uso dei quotidiani
- più di tre quarti (77%) afferma che la pubblicità online ha avuto un impatto positivo sulla percezione e la conoscenza (68%) dei loro brand
- più della metà di loro (55%) prevede di aumentare il budget pubblicitario nel corso dei prossimi due anni
- il 40% degli inserzionisti vede Internet come mezzo decisivo per influenzare le decisioni di acquisto, il 46% per generare vendite e il 23% per aumentare la fedeltà dei clienti
- per l’80% degli intervistati il Search sarà voce di spesa in aumento da qui al 2010
[Fonte: European Interactive Advertising Association - Eiaa.net]
Nel corso del 2008 l'investimento in pubblicità sul web è stato di circa 850 milioni di euro, con un importante incremento nel Search Engine Marketing e negli annunci pubblicitari sui motori di ricerca. In particolare la pubblicità in Google ha avuto un incremento del 35%.
Recenti indagini confermano il trend positivo di questa forma di pubblicità a livello internazionale. In base ai risultati forniti da Search Marketing Trends negli USA nel 2009 gli investimenti sui motori di ricerca aumenteranno del 15% e del 11%-13% negli anni 2010-2012:
Investimenti pubblicitari in USA nei motori di ricerca [Fonte: eMarketer.com]
La spesa relativa alle attività di Search Engine Marketing negli Stati Uniti si suddivide in quattro settori:
- paid search advertising: ovvero risultati di ricerca pagamento, visualizzati quando un utente effettua una ricerca; l'utente interroga il motore di ricerca che, accanto ai risultati naturali o organici non a pagamento, fornisce una serie di annunci sponsorizzati: quando l'utente vi clicca, l'investitore pubblicitario paga, in genere per ogni click ricevuto. Un esempio sono i Google Adwords.
- contextual advertising: integrazione tra contenuto testuale e informazione pubblicitaria testuale linkata; tale modalità rientra nel più generico Keyword Advertising, cioè quella parte della pubblicità su web che lega la visualizzazione del messaggio pubblicitario (testuale, grafico o entrambi) ad uno o più parole chiave. In generale è associata ai "banner per keyword" e ai link sponsorizzati nei motori di ricerca e la pubblicità, solitamente testuale, è visualizzata in base al contenuto della pagina, in modo automatico o semi-automatico.
- paid inclusion: inserimento a pagamento negli indici dei motori di ricerca.
- search engine optimization (SEO): attività di ottimizzazione di un sito web per migliorare il posizionamento nei motori di ricerca, in modo che compaia nelle prime posizioni dei risultati naturali a seguito di una ricerca effettuata sul motore.
E’ interessante notare che negli USA, nei prossimi 5 anni, è previsto un aumento degli investimenti nel SEO: nel 2008 il SEO costituiva il 13% del totale degli investimenti pubblicitari di Search Engine Marketing, mentre nel 2012 è stimato arrivare al 16,5%.
In Italia non è ancora definibile un dato preciso sulle attività SEO, ma si stima un valore non superiore al 10% del totale degli investimenti pubblicitari nei motori di ricerca. Si può però supporre ragionevolmente che lo sviluppo delle attività di SEO aumenteranno anche in Italia, tenendo presente che:
- i contenuti digitali prodotti dalle aziende (come pagine web, video, documenti, file audio, immagini) hanno una sempre maggior rilevanza
- il web ha ad oggi 22 milioni di utenti italiani online (aumentati del 32% nel corso del 2008)
- i costi sono ancora molto contenuti rispetto agli altri mezzi pubblicitari tradizionali
- l’88% degli italiani online utilizza ogni giorno uno o più motori di ricerca
- l’83% degli italiani online ricorre ai motori di ricerca per trovare informazioni su prodotti/servizi in vista di un acquisto
- la scelta di un acquisto da parte del 91% di chi effettua ricerche finalizzate a questo scopo è stata influenzata dalle informazioni trovate tramite il motore
(dati Nielsen e SEMS 2008 – Sems.it)
Fra i fattori che portano i consumatori ad utilizzare i motori di ricerca spiccano:
- la ricerca del miglior prezzo per un determinato prodotto
- la possibilità di trovare una maggiore selezione di prodotti
- i servizi offerti dai motori stessi
Nel momento in cui un utente trova soddisfatte queste necessità, in un solo click passa a nuovi prodotti o nuovi venditori! Perché perdere l’occasione?


